ARTI CULINARIE

Cucina Aulica al Castello - Reggia di Venaria Reale
(L’altro oro del Piemonte)

C’è un’Associazione in Provincia di Torino, l’A.V.T.A., che opera nel Castello - Reggia di Venaria Reale e che ha costituito un "Centro di Arte - Cultura Culinaria sul Grissino Piemontese", del tutto particolare, in quanto si occupa specificatamente di prodotti torinesi e piemontesi. Perchè proprio presso il Castello di Venaria Reale, si domanderanno gli "Internettiani del Mondo"? Ma perchè il "Genius Loci" di questo Castello è il
GRAN RE VITTORIO AMEDEO II DI SAVOIA
che fu "miracolato" proprio da quel portentoso alimento/medicamento che fu, ed è, il Grissino Torinese. Quell’oro dell’arte culinaria torinese e piemontese ben più noto quale:
Pane dei Re e Re dei Pani

In concreto con questo aulico alimento si possono, adeguatamente, "accompagnare" tutte le più grandi specialità dell’Arte Culinaria Internazionale perchè, esso stesso, è una gran specialità. Ma di questo aulico alimento desideriamo qui presentare anche due ricette di élite. Trattasi di un Antipasto e di un Primo Piatto:

L’Antipasto è denominato "Grissini vestiti su Tavolozza"

  • Vengono approntati alcuni pani caserecci, a forma di focaccia, sulla cui superficie convessa vengono praticati parecchi fori cilindrici, piccoli ma abbastanza profondi;
  • Vengono altresì predisposti, in numero corrispondente ai fori praticati su questi pani, altrettanti grissini avvolti in corrispondenza di una loro estremità di morbido, roseo prosciutto crudo, lardo e pancetta;
  • I grissini così vestiti verranno poi inseriti a raggiera, nei relativi fori praticati sui pani, a guisa di ... Variegata Tavolozza. Et voilà! I "Grissini Vestiti su Tavolozza" sono pronti per la gioia della vista, del gusto e dell’oste.

    Commento: Ben conoscono le qualità del Grissino i ristoratori italiani, ed in particolare quelli piemontesi, i quali non a caso lo presentano sempre - quale entrée - per le sue particolari caratteristiche che, tra le altre, sono: - La sua particolare funzione sedativa dell’... attesa e dell’... appetito - La sua particolare funzione miorilassante ed antispastica al momento di ... "regler l’addition".

Il Primo Piatto è denominato "Zuppa dei Barbetti o Valdese" (Supa dij Barbet)

Ingredienti:

· Grissini, all’acqua, stirati
· Ragù di carne di vitello con fondo di verdure miste fra cui cipolla, sedano e carota
· Brodo di carne
· Parmigiano grattugiato
· Funghi freschi o secchi
· Saporita a base di cannella
Preparazione (per 4 persone)
In una teglia di media grandezza, unta di burro, predisporre:
· Un primo strato di grissini ricoperto con 3-4 cucchiai di ragù con funghi. Ricoprire poi il tutto con un’abbondante manciata di parmigiano ed una spruzzata di saporita;
· Ripetere un secondo strato analogo al primo
· Innaffiare il tutto con due litri, circa, di brodo di carne sino al completo assorbimento dello stesso;
· Infornare e lasciare cuocere 1 ora e mezza a 180°;
· Servire, da ultimo, in tazzoni di terracotta preriscaldati in forno.

Commento: la settecentesca Zuppa dei Barbetti è la Zuppa dei Valdesi. I valdesi costituiscono una popolazione, di religione protestante, abitante - per l’appunto - le Valli Valdesi del Piemonte Occidentale. In origine questa zuppa era un piatto molto povero che veniva confezionato con pane secco, acqua e ragù preparato con interiora di animali da cortile. I cosiddetti "Barbetti" erano i Valdesi che venivano in tal modo denominati, dai cattolici , dal nome dei loro Ministri - Predicatori itineranti detti, per l’appunto, "Barbi". Questa prelibata specialità ha avuto, abbastanza di recente, un prestigioso riconoscimento internazionale avendo vinto il premio "Cuoco d’Oro Internazionale 1983" di Carini(PA).
Si precisa che per avere informazioni, molto più dettagliate, sul grissino, è opportuno visitare direttamente il Castello di Venaria Reale.


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