IL MODELLISMO E LA REGGIA

Foto del modellino

Il modello del Castello/Reggia di Venaria Reale non è soltanto una vera e propria opera d'arte ma è, in senso assoluto, un vero e proprio "Unicum". Si tratta infatti di un manufatto improponibile ed inaccessibile a qualsiasi altro autore, diverso dall'attuale costruttore, sia per le difficoltà di riproduzione di particolari, altamente tecnici del Monumento sia per la necessità di aver dovuto preventivamente costruire specifici utensili ed attrezzi per la realizzazione di detti particolari tecnici sia, infine, per aver dovuto affrontare a tempo pieno per sette lunghi anni, un lavoro estremamente defatigante e stressante.

L'Autore: Carlo Costantini

Nato a Cellina di Leggiuno (Varese) il 7 novembre 1922 è il classico personaggio anticonformista, schietto, genuino che rientra a buon diritto in quella categoria di persone che si possono definire dei "tuttologi" (nel senso buono del termine): i suoi interessi spaziano infatti dall'hobby del modellismo alle più disparate letture scientifiche fino all'attività di scrittore di articoli e poesie. Per quanto riguarda il modellismo il suo repertorio è ricco e prestigioso: fra riproduzioni di aerei, elicotteri e curiosità varie, spiccano in particolare quelle del castello di Fenis e del Castello di S.Pierre , entrambe ammirabili presso i rispettivi Castelli della Valle d'Aosta.


Tappe della Costruzione (in ordine di tempo):

1. Chiesa di S. Uberto
2. Belvedere dell'Alfieri piu' padiglione est del Garove
3. Galleria di Diana
4. Padiglione ovest del Garove
5. Reggia di Diana
6. Torre dell'orologio e Castelveccho
7. Scuderia e Citroneria Juvarriane
8. Scuderie Est ed Ovest piu' Galoppatoio dell'Alfieri
9. Giardino Parco Alto
10. Planimetria del Borgo adiacente la Reggia

Principali Materiali ed Attrezzi utilizzati:

  • Mattoni: per realizzare tutto il Complesso Aulico sono stati impiegati 100.000 (centomila) mattoni in argilla pieni, impastati e modellati a mano mediante uno specifico strumento artigianale preventivamente costruito, provvisto di trafila. Detti mattoni in pasta di argilla, dopo essicamento all'aria, hanno subito una precottura in forno a 100 gradi per 3 ore e successiva cottura definitiva in forno a 900 gradi.
  • Tegole pentagonali (scandole): Per la realizzazione dei tetti dei due padiglioni Garoviani, della Torre dell'Orologio e di parte della Chiesa di S. Uberto sono state utilizzate 13000 (tredicimila) scandole o tegole pentagonali in rame a foglia. Dette tegole, parte in rame lucido e parte in rame ossidato, sono state interamente riprodotte a mano, come per i coppi, e pertanto ritagliate e troncate da lastra di rame e poi modellate con pinza a becco.
  • Coppi in rame: Per la copertura del complesso sono state utilizzati 70.000 coppi in rame, ritagliati da una lastra, dapprima in striscie, poi tranciati e successivamente modellati nella loro forma definitiva. Per questa operazione stato usato un bilanciere a pedale provvisto di punzone, calato su apposito stampo.
    Per la realizzazione del colmo dei tetti sono stati usati 2000 copponi in rame, sempre costruiti a mano.
  • Finestre: Le finestre del Complesso Venariese, in numero di 1500, sono state realizzate parte completamente a mano e parte ritagliate con punzonatrice computerizzata, infine rifinite a mano con lima per la smussatura degli spigoli. E' da notare la forma particolare delle finestre delle scuderie inclinate verso l'interno ( tipo Vasistas) in quanto gli animali non potevano stare in ambienti chiusi.
  • Ornamenti in cotto sotto le finestre:Sono in numero di 4500 riuniti a gruppi di tre per ogni ornamento.
  • Grondaie e pluviali: Le grondaie ed i pluviali che drenano le acque provenienti dai tetti del complesso sono in rame ed in numero di 182. Sono fissati ai muri con mollette in rame e retti da staffe sempre in rame.
  • Abbaini: Gli abbaini, in numero di 66, parte in legno e parte in cotto, sono composti da 12 parti incollate fra loro.
  • Cornici: sono in laterizio, e sono cotte in camino. La trafila per produrle è stata costruita dallo stesso Costantini.
  • Lesene in cotto e in legno: Le lesene, in numero di 478, sono state realizzate interamente a mano ed ornano facciate e angoli degli edifici.
  • Mensole sottocornicione: in cotto e in legno; sono in numero di 496 interamente riprodotte a mano.
  • Obelischi in marmo e in legno: Sono in numero di 43, interamente scolpiti a mano da un unico pezzo di marmo o legno, sfera sommitale compresa.
  • Porte e Portoncini: Le porte/portoncini del Complesso, in numero di 50, sono state realizzate in massello di noce scolpito a mano e con l'inserimento di chiodini per l'effetto "borchia". La relativa maniglia stata ricavata schiacciando e modellando la testa di un chiodino di ferro che poi stato piantato all'altezza voluta.
  • Lose: Si premette che la dizione "losa" è un termine in lingua Piemontese, che indica una lastra di pietra piana e sottile. Ciò detto si precisa che le "lose" posate per scalmate, terrazze, balconi, camminamenti, soglie e davanzali sono state tagliate a mano con disco diamantato in numero di 7000 (settemila).
  • Balaustrini in legno: Le colonnine in legno che delimitano terrazzi e balconate della Reggia Venariese sono in numero di 5000 (cinquemila) e sono state realizzate utilizzando la testa dei bastoncini cinesi usati a scopo alimentare (v. spiedini cinesi).
  • Colonne in legno e ottone:Le colonne che ornano la Reggia Venariese, in numero di 174, sono state fabbricate al tornio, in legno di ulivo e tondini in ottone, mediante sagomatura ad occhio. Tutte le colonne del loggiato della Reggia di Diana sono in legno e tornite a mano.
  • Colonne del loggiato della Reggia di Diana: sono in legno, tornite da Costantini.
  • Piantana girevole telescopica: è stata ideata e costruita dallo stesso Costantini per lavorare più agevolmente intorno al modello della Chiesa di S.Uberto.
  • Colla: Sono occorsi 61 Kg. di colla, ad uso edilizio, per assemblare mattoncini, vetri, parquets, nonchè 15 Kg. di Vinavil per tegole e pavimentazione di cortili.
  • Parquets in legno: Per la rilevazione planimetrica del Centro Storico di Venaria Reale ed in altri locali del Complesso aulico sono stati collocati 12.000 tasselli in legno di noce e larice.

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